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73° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETA' ITALIANA DI CARDIOLOGIA, ROMA 15 Dicembre 2012
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LE NUOVE LINEE GUIDA ESC PER LA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE (Scarica il Programma)
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73° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETA' ITALIANA DI CARDIOLOGIA, ROMA 17 Dicembre 2012
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RUOLO DEL CARDIOLOGO DEL TERRITORIO NELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI (Scarica il programma)
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CONVOCAZIONE ASSEMBLEA
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Caro collega, è indetta l’ assemblea dei soci del Collegio Federativo di Cardiologia per sabato 15 dicembre 2012 dalle ore 06:00 alle ore 08:00, in prima convocazione, e per domenica 16 dicembre 2012 dalle ore 16:00 alle ore 18:00, in seconda convocazione, presso la sala esposizione Merck dell’ Hotel Rome Cavalieri – via Cadlolo 101, Roma Ordine del giorno 1. Approvazione bilancio consuntivo 2011; 2. Approvazione bilancio preventivo 2012; 3. Varie ed eventuali.
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ROMACUORE 2013,ROMA 10-12 Ottobre 2013
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UTILITA' DELLE CARTE DEL RISCHIO
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FARMACUORE 2013,ROMA 12 Ottobre 2013
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debora.gavoni@nadirex.com
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CARDIOASSISTENZA 2013,ROMA 12 Ottobre 2013
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debora.gavoni@nadirex.com
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CO-MORBIDITÀ E SCOMPENSO CARDIACO
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I pazienti con scompenso cardiaco, secondo il registro britannico della medicina generale, hanno più co-morbidità (< 65 anni 3.6, > 65 a. 5.6). Necessitano, pertanto, di avere più tempo dedicato durante la visita non solo per la diagnosi, ma soprattutto e perchè sia aiutati a comprendere le loro malattie. Le linee guida dovrebbero tenere conto anche di questo elemento. BMJ 2012;345:e5559
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LE LINEE GUIDA DOVREBBERO RIFLETTERE TUTTE LE CONOSCENZE
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Quello che oggi definisce il livello di evidenza nella elaborazione delle linee guida sono principalmente le evidenze derivate dagli RCT. A parere dell’autore il vero problema delle linee guida non è se esse propongano raccomandazioni affidabili in assenza di evidenze derivate dagli RCT, ma come esse possano essere implementate. Viene , pertanto, proposto di tenere conto nella definizione delle linee guida oltre che dei CRT anche degli studi di coorte, delle metanalisi, dei clinical audit, dei modelli matematici, delle ricerche qualitative, dei case report. BMJ 2012;345:e6702
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FA DI LUNGA DURATA ED ABLAZIONE
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La ricerca clinica "Catheter Ablation of Long-Standing Persistent Atrial Fibrillation: 5-Year Outcomes of the Hamburg Sequential Ablation Strategy" descrive i risultati a distanza dell'ablazione della FA persistente da oltre 2 anni dell'ablazione con RF in un gruppo di 202 soggetti. Con una sola ablazione era documentato RS in solo 20.3% dei soggetti, e con ablazioni multiple in 45% sdei soggetti. Se la durata della FA era < 2 anni il risultato era migliore (76.5%). La durata della FA e la risposta in acuto all'isolamento delle vene polmonari erano significativamente associate con il rischio di recidiva. http://content.onlinejacc.org/article.aspx?articleid=1377144
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DEFIBRILLATORE SOTTOCUTANEO - NUOVE ESPERIENZE
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L'articolo "The Entirely Subcutaneous Implantable Cardioverter-Defibrillator: Initial Clinical Experience in a Large Dutch Cohort" descrive i risultati dell'impianto di un defibrillatore sottocutaneo (S-ICD) in 118 soggetti dopo un F-U di 18 mesi. In 8 soggetti si sono verificati 45 shock appropriati con 98% di successo al primo shock. Non si sono avute morti improvvise. Tuttavia 15 soggetti hanno ricevuto shock inappropriati (13%) soprattutto per oversensing delle T. 14% dei soggetti hanno avuto complicanze, soprattutto nei primi 15 impianti per centro rispetto aigli impianti successivi. http://content.onlinejacc.org/article.aspx?articleid=1376996
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RENINA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE
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Lo studio "Plasma renin and outcome in the community: data from PREVEND" ha analizzato la relazione tra reninemia ed eventi CV in 6228 soggetti arruolati nel Prevention of REnal and Vascular ENd-stage Disease (PREVEND) study, di età media 47 anni, per un F-U di 10.5 anni. Ogni raddoppio di concentrazione plasmatica di reninemia ha comportato un incremento dell'outcome primario (eventi CV fatali e non fatali) con un HR di 1.22 (P= 0.015). In un modello a variabili multiple la reninemia è risultata correlata positivamente con la FC ed il sesso maschile e negativamente con PA, Na orinario, glicemia ed NTproBNP. Nei soggetti in terapia antipertensiva l'associazione era assente. http://eurheartj.oxfordjournals.org/content/33/18/2351.abstract
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ALTO RISCHIO DI IMA DOPO CHIRURGIA ORTOPEDICA DELLE GRANDI ARTICOLAZIONI
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È il risultato del registro di un grande studio danese che ha coinvolto circa 95000 pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica. Gli adulti sottoposti a sostituzione dell’articolazione dell’anca hanno avuto, nelle prime due settimane successive all’intervento, un rischio relativo di IMA aumentato di 25 volte. Sono state necessarie 6 settimane perché il rischio tornasse nella norma. Vengono proposte terapie farmacologiche di prevenzione con ASA, statine e β-bloccanti in questi soggetti. Arch Intern Med 2012;doi:10.1001/
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EFFICACIA ANTIAGGREGANTE CLOPIDOGREL. OLTRE PPI
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Anche i ca-antagonisti, oltre i già noti inibitori della pompa protonica, influenzerebbero l’attività antiaggregante del clopidogrel. La concomitante terapia nei soggetti con cardiopatia ischemico-ipertensiva potrebbe anche spiegare la grande variabilità di efficacia del farmaco. I calcio antagonisti diidropiridinici inibiscono, infatti il citocromo P450 3A4 che metabolizza il clopidogrel nella sua forma attiva. Heart doi:10.1136/hrt.2009.171488
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LA DIETA VEGETARIANA. CHI L’AVREBBE MAI DETTO!
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Lo stile di vita è un fattore di rischio per malattie cardiovascolari molto importante perchè è uno dei pochi fattori modificabili. In quest’ottica, gli Autori dell’articolo che sottopongo alla vostra attenzione, hanno preso in considerazione gli effetti della dieta su alcuni parametri di valutazione della rigidità arteriosa, predittori del rischio di futuri eventi cardiovascolari e di mortalità cardiovascolare. (Circulation. 2010;122:2521-2528 ).
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IL PREDITTORE DEL PREDITTORE
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In questa rubrica ho messo in evidenza, spesso, le capacità predittive dello spessore medio-intimale (IMT) e della velocità dell’onda sfigmica (PWV) nei confronti della cardiopatia ischemica e delle malattie cerebro-vascolari. Sia l’IMT che la PWV sono segni di danno preclinico, predittori affidabili del rischio di eventi CV futuri e di mortalità CV, indipendentemente dai fattori di rischio CV tradizionali. Nell’articolo che vi segnalo, gli Autori dimostrano come il Metilgliossale, nei pazienti con diabete di tipo 2, sia un predittore di ispessimento medio-intimale, di aumento della velocità dell’onda sfigmica e di elevazione della pressione sistolica. (Hypertension. 2010;56:471-476 ).
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OCCORRE PROMUOVERE L’ATTIVITÀ FISICA NELLO SCOMPENSO CARDIACO
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È noto che la depressione è un fattore di rischio per SCA. Un’attività fisica moderata di circa 90 min/sett è risultata essere associata ad una riduzione dello score per la depressione nei soggetti con scompenso cardiaco con FE≤ 35% e classe NYHA I-IV. Se ne raccomanda, pertanto, l’inclusione nei programmi terapeutici e preventivi. JAMA 2012;308:465-74
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ACE INIBITORI E POLMONITE
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Da una metanalisi condotta su 37 studi è risultato che i soggetti in trattamento con ACE inibitori (e non con ARB) possono avere una importante riduzione del rischio di polmonite (e forse della mortalità). Questo è molto importante per gli anziani e potrebbe essere anche una delle motivazioni per evitare di sostituire gli ACE-inibitori quando si presentano minimi effetti collaterali (principalmente tosse secca). BMJ 2012;345:e4260
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PREVENZIONE DELL'ATEROSCLEROSI IN ETÀ PEDIATRICA.
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La prevenzione dell'aterosclerosi in età pediatrica prevede l'adozione di abitudini alimentari e stili di vita salubri e il monitoraggio,già dalla prima infanzia,del peso corporeo,del profilo lipidico e della pressione arteriosa. Nell'articolo vengono descritte le attuali raccomandazioni in tema di prevenzione per l'età pediatrica e,in particolare,per i bambini ad alto rischio. AREA PEDIATRICA 2012;13(2):43-47
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